Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent: dopo dieci anni finisce un’epoca

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9 ottobre 2026 — Anthony Vaccarello lascia la direzione creativa di Saint Laurent dopo dieci anni. Una notizia che segna la fine di un capitolo importante nella storia della Maison e che, per chi come me ha vissuto professionalmente quasi tutta questa trasformazione, assume anche un significato personale.

Ci sono notizie che, pur riguardando il mondo del lavoro, finiscono inevitabilmente per toccarti più da vicino.

Questa mattina ne è arrivata una.

Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent.

Dieci anni dopo la sua nomina, avvenuta nell’aprile del 2016, lo stilista belga conclude la propria esperienza alla guida creativa di una delle Maison più influenti della moda mondiale.

A comunicarlo è stato Luca de Meo, amministratore delegato di Kering, che ha ringraziato Vaccarello per il contributo dato allo sviluppo del marchio, alla sua identità e alla sua influenza nel mondo della moda e della cultura.

Un annuncio breve, ma dal significato enorme.

Dieci anni che hanno cambiato Saint Laurent

Quando Vaccarello arrivò a Saint Laurent, raccogliendo l’eredità di Hedi Slimane, la sfida non era semplice.

Doveva prendere le redini di una Maison con una storia straordinaria, un’identità fortissima e un linguaggio estetico già profondamente riconoscibile.

In questi dieci anni ha saputo costruire una visione precisa, fatta di silhouette nette, sensualità, eleganza provocatoria e continui richiami all’eredità di Yves Saint Laurent.

Le sue sfilate, spesso ambientate in scenari spettacolari ai piedi della Torre Eiffel, sono diventate eventi culturali capaci di attirare l’attenzione ben oltre il mondo della moda.

Ma soprattutto Vaccarello è riuscito in qualcosa di particolarmente difficile: rendere contemporanea l’identità di un marchio storico senza cancellarne il passato.

Durante la sua direzione creativa, Saint Laurent ha consolidato il proprio ruolo tra i protagonisti mondiali del lusso, superando i tre miliardi di euro di fatturato annuo nel 2023.

Un percorso che ha attraversato anche momenti complessi, soprattutto negli ultimi anni, segnati dal rallentamento del mercato internazionale del lusso.

Eppure, la sua impronta creativa è rimasta riconoscibile, collezione dopo collezione.

Dal 2017 a oggi: una notizia che sento anche mia

Per me questa notizia ha inevitabilmente un significato particolare.

Lavoro nel mondo Saint Laurent dal 2017. Quando sono entrato in azienda, Vaccarello aveva appena iniziato il suo percorso alla direzione creativa.

In pratica, quasi tutta la mia esperienza professionale all’interno della Maison ha coinciso con la sua epoca.

Negli anni ho visto quanto lavoro, quante persone e quanta attenzione ai dettagli siano necessari per trasformare una visione creativa in qualcosa di concreto.

Perché dietro una sfilata, una campagna pubblicitaria o un prodotto che arriva nelle boutique esiste un universo molto più grande, fatto di competenze, responsabilità e persone che spesso rimangono lontane dai riflettori.

Ed è anche per questo che un cambiamento alla direzione creativa non riguarda soltanto le passerelle.

Riguarda un’identità costruita nel tempo. Un linguaggio che diventa familiare. Un modo di lavorare che, stagione dopo stagione, accompagna la vita di migliaia di persone.

E quando un capitolo così lungo si chiude, inevitabilmente ci si ferma a riflettere.

Kering prepara un nuovo capitolo

L’annuncio arriva in un periodo di profonde trasformazioni per Kering e, più in generale, per l’intero settore del lusso.

Negli ultimi anni diverse grandi Maison hanno cambiato la propria guida creativa, nel tentativo di interpretare un mercato sempre più competitivo e un consumatore in continua evoluzione.

Anche Saint Laurent si prepara ora a questa nuova fase.

Luca de Meo ha sottolineato il contributo di Vaccarello nel rafforzare l’influenza di una delle più importanti Maison della moda francese.

Ha inoltre confermato che Saint Laurent proseguirà il proprio percorso sotto la guida di Cédric Charbit e del suo team.

Il nome del nuovo direttore creativo non è ancora stato annunciato. La comunicazione arriverà prossimamente.

Ed è proprio questa, adesso, la grande domanda: quale direzione prenderà Saint Laurent ?

La fine di un’epoca, non di una storia

Dieci anni sono tanti nella moda, un settore nel quale tutto sembra cambiare a una velocità impressionante.

Dieci anni bastano per trasformare un marchio, consolidarne l’identità e lasciare un’impronta riconoscibile.

Vaccarello lo ha fatto, al di là dei gusti personali e delle inevitabili discussioni che accompagnano ogni grande visione creativa.

Personalmente, credo che il valore di un direttore creativo non si misuri soltanto dal successo di una singola collezione, ma dalla capacità di costruire qualcosa che rimanga riconoscibile anche dopo la sua partenza.

Ora comincerà una nuova fase, con nuove idee, nuove aspettative e probabilmente anche qualche inevitabile incertezza.

Da osservatore, ma soprattutto da persona che ha vissuto professionalmente buona parte di questi dieci anni, seguirò con particolare interesse ciò che accadrà.

Perché cambiare è necessario, soprattutto nella moda. Ma riuscire a farlo senza perdere la propria identità è forse la sfida più difficile.

Grazie, Anthony Vaccarello, per questi dieci anni.

Adesso si apre un’altra pagina della storia di Saint Laurent.

E sono davvero curioso di scoprire come verrà scritta.

ilbioss

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