30 giorni dopo: 197 ordini, 10.000 pagine lette e oltre 1,2 milioni di impression. Ma il mio libro sta davvero funzionando ?

il

Un mese fa ho pubblicato Alla soglia della notte.

Dieci giorni dopo avevo scritto un primo bilancio abbastanza brutale: 71 ordini, 792 pagine lette, 425.000 impression e circa 194 euro spesi in advertising.

La conclusione, allora, era più o meno questa: il libro sembrava capace di generare interesse, ma il sistema che avevo costruito per farlo conoscere era ancora parecchio inefficiente.

Oggi ho abbastanza dati per fare un secondo check.

E la cosa interessante è che, nel frattempo, non sono semplicemente cresciuti i numeri. È cambiato il modo in cui si stanno comportando.

Il report KDP aggiornato al 7 agosto mostra:

KPIDopo ~10 giorniDopo ~30 giorni
Ordini71197
Pagine KENP lette7929.944
Crescita ordini+177%
Crescita KENP+1.155%

Gli ordini sono quasi triplicati.

Le pagine lette su Kindle Unlimited sono invece diventate oltre dodici volte quelle del primo report.

Ed è probabilmente quest’ultimo il numero che mi interessa di più.

Perché un ordine dice che qualcuno ha preso il libro.

Una pagina letta dice che, almeno, qualcuno lo ha aperto.

La cosa che non avevo considerato: il consumo arriva dopo l’acquisizione

Nei primi dieci giorni avevo 71 ordini e appena 792 pagine KENP.

Il rapporto era di circa 11 pagine lette per ogni ordine registrato.

Oggi sono a 197 ordini e 9.944 pagine KENP: circa 50 pagine per ordine.

Ovviamente non significa che ogni lettore abbia letto 50 pagine. Sono grandezze aggregate, riferite a momenti diversi e non posso collegare una singola lettura a un singolo acquisto.

Però il cambio di scala è evidente.

Il primo report fotografava soprattutto la fase di acquisizione.

Quello di oggi comincia finalmente a fotografare anche l’utilizzo.

E questo, ragionando come farei su un prodotto digitale, è molto più interessante.

Un download di un’app non significa che qualcuno la utilizzerà.

Una registrazione non significa retention.

Allo stesso modo, un ordine Kindle non significa che il libro verrà realmente letto.

Il dato KENP è ancora molto imperfetto rispetto alla telemetria che avrei su un software come quelli che potrei usare nel mio lavoro, o anche solo con un crm, ma è la cosa più vicina che Amazon mi mette a disposizione per capire cosa succede dopo la conversione.

Ed è curioso che proprio qui sia avvenuta l’accelerazione maggiore.

Gli ordini sono aumentati del 177%.

Le pagine lette di oltre il 1.100%.

Significa almeno che il libro non sta rimanendo completamente fermo nelle librerie digitali.

Quanto venga letto, da quante persone e soprattutto quanti arrivino alla fine è un’altra storia. KDP non mi fornisce una vera retention curve e quindi preferisco non trasformare 9.944 pagine in un numero immaginario di “lettori”.

Ma è un segnale che un mese fa praticamente non avevo.

Il secondo esperimento: Amazon Ads sta imparando?

La parte più interessante per il mio lato nerd resta però quella pubblicitaria.

Nella finestra 8 luglio–7 agosto Amazon Ads registra:

  • 1.282 clic
  • 120 acquisti attribuiti
  • 240,21 € di spesa
  • 87,88 € di vendite attribuite
  • CPC medio 0,19 €
  • CTR 0,14%
  • ACOS 273,34%

E qui, confrontando questi numeri con quelli del primo report, succede qualcosa di interessante.

Dopo dieci giorni avevo:

40 acquisti attribuiti su 552 clic.

Conversion rate:

7,25%

Oggi:

120 acquisti su 1.282 clic.

Conversion rate:

9,36%

Non è una rivoluzione, ma è un miglioramento di quasi il 30% nella capacità di trasformare un clic in un acquisto.

Questo è esattamente il tipo di dato che cercavo quando ho deciso di non giudicare tutto dopo la prima settimana.

Il costo del clic è rimasto praticamente identico.

Prima circa 0,18 €.

Ora circa 0,19 €.

Quindi non sto semplicemente comprando traffico più economico.

Quel traffico sta convertendo meglio.

Potrebbero esserci diverse ragioni.

Amazon ha raccolto più dati.

Le campagne sono state ripulite.

Il libro ha iniziato ad accumulare storico.

Il fatto che non sia piu una “presale” ma che il libro sia realmente disponibile.

La pagina prodotto non è più quella di un titolo che esiste da tre giorni.

E probabilmente una parte del traffico che arriva oggi ha già incontrato Alla soglia della notte altrove.

Non posso isolare perfettamente ciascuno di questi effetti.

Ma il comportamento complessivo del funnel è migliorato.

Il CPA è sceso. Finalmente una metrica che va nella direzione giusta

Nel primo report Amazon Ads mi costava circa:

2,52 € per acquisto attribuito.

Oggi siamo attorno a:

2,00 €.

Circa il 20% in meno.

Anche il ROAS è migliorato.

Nel primo periodo:

0,29

Oggi:

0,37

L’ACOS è passato da circa il 340% al 273%.

Quindi sì: le campagne stanno diventando più efficienti.

Ed ecco il problema.

Sono ancora completamente lontane dall’essere profittevoli.

Migliorare del 20% non significa avere risolto il problema.

Questo mese Amazon Ads ha speso 240,21 euro per attribuirsi 87,88 euro di vendite.

E quelle sono vendite lorde, non ciò che arriva a me come royalty.

Quindi dal punto di vista economico il paid advertising resta largamente in perdita.

Però questa volta posso fare un ragionamento un po’ più interessante rispetto al semplice:

Ho speso più di quanto ho guadagnato.

Gli acquisti attribuiti sono 120 e il valore delle vendite attribuite è 87,88 euro.

Vuol dire che ogni acquisto attribuito produce mediamente circa:

0,73 € di vendite.

Per acquistare quella conversione sto spendendo circa:

2,00 €.

Anche ignorando completamente le royalty e ragionando sul fatturato lordo attribuito da Amazon, il conto non torna ancora.

Per arrivare semplicemente a un CPA uguale al valore medio della vendita dovrei scendere da 2 euro a circa 73 centesimi.

Una riduzione superiore al 60%.

E il vero break-even sarebbe ancora più basso, perché quei 73 centesimi non finiscono tutti nelle mie tasche.

Questo è il punto in cui considero ancora le Ads soprattutto un investimento di lancio e apprendimento, non un canale redditizio da scalare.

Se raddoppiassi il budget domani probabilmente aumenterei gli ordini.

Probabilmente aumenterei anche le perdite.

È una distinzione banale sulla carta e molto meno banale quando una dashboard ti mostra che le vendite stanno crescendo.

Come diceva il mio marketer di fiducia

Scalare una campagna inefficiente significa scalare anche l’inefficienza.

Nel frattempo sono arrivato a oltre 1,2 milioni di impression

Da quando ho iniziato a lavorare sulle campagne, Amazon Ads ha ormai superato 1.225.000 impression.

Quando al decimo giorno vedevo 425.000 impression mi sembrava già un numero enorme.

Oggi è quasi triplicato.

E continuo a considerarlo soprattutto una vanity metric.

Fa impressione raccontarlo.

Non necessariamente fa vendere libri.

Il CTR complessivo continua a essere attorno allo 0,14%, quindi il vero lavoro rimane aumentare la pertinenza.

Meglio 100.000 impression davanti a lettori potenzialmente interessati che un milione davanti a persone che ignorano completamente il libro.

Da questo punto di vista continuo a vedere Amazon Ads non tanto come un distributore automatico di vendite, ma come un enorme sistema di discovery.

Prova.

Raccoglie segnali.

Mi mostra quali query funzionano.

Mi mostra quali target producono ordini.

E soprattutto mi permette di capire dove sto buttando soldi.

Il lavoro consiste nel prendere progressivamente ciò che funziona e ridurre tutto il resto.

Meta continua invece a fare un lavoro completamente diverso

Anche la campagna Meta continua a essere attiva.

Negli ultimi trenta giorni registra circa 5.700 visualizzazioni della pagina di destinazione, mantenendo il costo attorno ai 3 centesimi.

Allargando la finestra dell’intera campagna siamo ormai sopra le 7.300 visite, con circa 216 euro investiti.

Da un punto di vista puro di traffico continua a funzionare sorprendentemente bene.

Tre centesimi per portare una persona sulla pagina Amazon sono pochi.

Ma continuo a non sapere esattamente quante di quelle persone comprino.

Ed è probabilmente il limite più grosso dell’intero esperimento.

Meta vede il clic.

Amazon vede l’acquisto.

Io vedo due pezzi dello stesso percorso e non necessariamente riesco a ricostruirli.

Ed è proprio per questo che oggi considero Meta soprattutto uno strumento di demand generation, mentre Amazon Ads lavora molto più vicino alla demand capture.

Meta può farmi scoprire.

Amazon può intercettare qualcuno quando è già nel luogo in cui compra libri.

Le due cose possono aiutarsi a vicenda senza che nessuna delle due dashboard riesca ad attribuirsi correttamente il merito.

120 acquisti Ads e 197 ordini KDP: c’è una parte del sistema che non vedo

Questo confronto è interessante, anche se va fatto con cautela perché le finestre temporali non coincidono perfettamente.

Nel report KDP complessivo risultano 197 unità elaborate.

Amazon Ads, nella sua finestra di circa trenta giorni, si attribuisce 120 acquisti.

Sarebbe molto allettante scrivere:

77 ordini sono organici.

Ma non posso farlo.

Dentro quella differenza possono esserci:

  • Meta Ads;
  • traffico organico;
  • post Facebook;
  • Instagram;
  • persone che mi conoscono;
  • passaparola;
  • ricerche dirette;
  • differenze nella finestra temporale;
  • vendite che Amazon Ads non attribuisce;
  • e probabilmente combinazioni di più touchpoint.

Però una cosa posso dirla.

Amazon Ads non sta spiegando da sola tutto il sell-out.

E per me questo è positivo.

Perché un libro che dipendesse al 100% dall’acquisto continuo di clic sarebbe un prodotto molto fragile.

La cosa che continua a sorprendermi di più sono le pagine lette

Tra tutti i numeri, le 9.944 pagine KENP sono quelle a cui torno più spesso.

Non perché abbiano prodotto grandi royalty.

Ma perché sono il primo dato che riguarda realmente ciò per cui il libro esiste.

Essere letto.

Le impression riguardano il marketing.

I clic riguardano il funnel.

Gli ordini riguardano la conversione.

Le pagine riguardano il prodotto.

E dopo un mese comincia a essere possibile distinguere meglio queste quattro cose.

Al decimo giorno avevo soprattutto comprato attenzione.

Dopo trenta giorni comincio a vedere cosa succede dopo.

Ed è molto più importante.

Anche il cartaceo ha cambiato leggermente il progetto

Nel frattempo è arrivata anche la versione cartacea.

Ed è stata una piccola soddisfazione diversa dall’eBook.

Vedere il libro fisicamente esistere rende stranamente più concreto tutto il resto.

Sto inoltre lavorando in questi giorni alla versione con copertina rigida.

La prima copia di prova mi è servita anche per individuare diverse cose che sulla preview digitale sembravano corrette e che invece, una volta stampate, avevano bisogno di essere sistemate: margini, dimensione del testo, impaginazione, sommario.

Un’altra piccola lezione da product development:

la preview non è il prodotto.

Serve sempre vedere la cosa vera.

Vale per un’app.

Vale per una scarpa.

A quanto pare vale anche per un libro.

E adesso?

La parte divertente è che Alla soglia della notte non dovrebbe essere il punto di arrivo.

Dalla prossima settimana sarò finalmente in ferie e, oltre a cercare di non passare tutto il tempo davanti alle dashboard, vorrei ricominciare a lavorare seriamente sul secondo libro.

La storia esiste già.

Devo rivederla, sistemarla, affinare alcuni passaggi e soprattutto lavorare bene sul finale.

Se tutto andrà come penso, l’obiettivo potrebbe essere gennaio 2027.

Non voglio trasformarlo in una scadenza industriale e quindi preferisco considerarla ancora una previsione.

Il vantaggio, questa volta, è che non partirò completamente da zero.

Il primo libro mi sta costruendo qualcosa che prima non avevo:

dati, lettori, recensioni, un piccolo storico pubblicitario e soprattutto qualche persona che, se avrà apprezzato questa storia, potrebbe voler sapere come continua.

Ed è qui che cambia anche completamente il concetto di LTV del lettore.

Con un solo libro, acquisire un lettore attraverso la pubblicità è economicamente quasi impossibile.

Con due libri collegati, il ragionamento inizia già a cambiare.

Con un catalogo, cambierebbe ancora di più.

È probabilmente la lezione più importante che mi porto dietro da questo primo mese.

Dopo 30 giorni non ho trovato il product-market fit. Ma qualche segnale sì

Nel primo articolo avevo scritto che Alla soglia della notte era diventato una specie di prototipo.

Lo penso ancora.

Solo che oggi il prototipo ha più dati.

Sono passato da 71 a 197 ordini.

Da 792 a 9.944 pagine lette.

Amazon Ads ha triplicato gli acquisti attribuiti e contemporaneamente migliorato il conversion rate.

Il costo per acquisizione sta scendendo.

Il ROAS sta migliorando.

Le campagne, però, non sono ancora economicamente sostenibili.

Ed è importante scriverlo senza cercare di far sembrare ogni numero positivo.

Perché forse la cosa più interessante di questo esperimento è proprio questa.

Un prodotto può crescere senza essere ancora profittevole.

Una campagna può migliorare senza essere ancora buona.

Un milione di impression può essere meno importante di qualche migliaio di pagine realmente lette.

E 197 ordini possono essere contemporaneamente pochissimi nel mondo dell’editoria e tantissimi se penso che, poco più di un mese fa, quel libro esisteva soltanto sul mio computer.

Per ora continuo a misurare.

Continuo a sbagliare.

Continuo a correggere.

E soprattutto continuo a cercare di capire se dietro alle dashboard stia lentamente nascendo qualcosa di più interessante dei numeri.

Un pubblico.

Se sarà così, probabilmente lo scoprirò davvero con il secondo libro.

Insomma evviva ai 30 giorni di Alla Soglia della Notte.

E buone ferie e buona estate 2026,

ilbioss.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Avatar di norawickham norawickham ha detto:

    Wow, that's incredible progress! It's amazing to see how much engagement your book is getting in such a short time. I always believe that the connection between a book and its readers can create such a powerful experience. If you ever want to share insights or discuss writing strategies, I'm all for it! Keep up the great work!

    "Mi piace"

Lascia un commento